Il primo accordo pubblico-privato

Medici in corsia in uno degli ospedali del Gruppo Villa MariaNel 1978, Villa Maria diede vita al primo accordo pubblico-privato: l’occasione maturò a seguito di criticità strutturali nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale di Parma che indusse la Usl di competenza, d’intesa con la Regione Emilia Romagna, a chiedere “ospitalità” a Villa Maria. Fu così che l’attività di Cardiochirurgia dell’ospedale di Parma si trasferì nel reparto di Cardiochirurgia (già avviato) di Villa Maria attraverso l’interazione di dipendenti pubblici e privati, medici e non medici.

Un’esperienza positiva: il pubblico si confrontò e prese atto di non essere più il solo soggetto di riferimento;il privato, al tempo stesso, ebbe un’occasione per dimostrare la sua validità e crescere.
Fu questo il primo passo di un percorso che, dieci anni dopo, portò al pieno riconoscimento dello sforzo di Villa Maria volto ad ottenere una credibilità istituzionale nella sanità. Nel 1988 fu siglato l’accordo, con il consenso della Regione e dell’Associazione dei comuni, prima con l’Usl n. 36 di Lugo e subito dopo con quelle di Ravenna e Faenza, per l’attività diagnostica interventistica di emodinamica e angioplastica.

Tale accordo rappresentò il primo esempio, a livello nazionale, di piena integrazione collaborativa tra ambito pubblico e ambito privato: i medici pubblici, su disposizione delle rispettive Usl, nella pienezza delle loro pubbliche funzioni e durante l’attività di servizio, svolgevano esami e interventi a Villa Maria, avvalendosi del personale medico e infermieristico, nonché della strumentazione e del materiale della Casa di cura. Per la prima volta venne così riconosciuta a una casa di cura privata la funzione sussidiaria del pubblico e quindi un ruolo di pubblica utilità, che rappresentò un ulteriore stimolo per ampliare le aree di integrazione con il segmento pubblico e offrire un servizio sempre più completo.